Lo smacco dell’email marketing

L’email marketing può contribuire al successo di un’impresa, ma quando si trasforma in spam può determinarne la morte, almeno nel web.

In questi mesi alcune aziende martellano privati e società con comunicati stampa e messaggi pubblicitari, violando le norme sulla privacy. Gli indirizzi email sono spesso acquistati da banche dati, che non potrebbero cederli, o vengono reperiti nei modi più variegati dal web. L’indirizzo email da cui partono è spesso associato a vari siti aziendali pur offrendo lo stesso prodotto o servizio.

Cosa accade però quando queste email finiscono nelle mani di esperti informatici? Questi esperti ne parlano in un forum non facendo certamente apprezzamenti all’azienda.

Il risultato è che Google archivia e rende visibile l’articolo associandolo al nome dell’azienda citata e l’immagine è lesa. Inoltre gli esperti segnalano l’indirizzo email nelle black list e l’indirizzo da cui le email sono state spedite è segnato per sempre.

Un esempio? Il seguente link:

http://usenet.it.rooar.com/showthread.php?t=7053569

Si parla di una società nata recentemente nel settore del segretariato telefonico che ha abustato dell’email marketing, anzi per meglio dire dello spam con il risultato che ha fatto parlare di se, certo con toni non entusiastici.

Gianluca Mastroianni – SegretariaOnLine Modena

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2 Commenti a “Lo smacco dell’email marketing”

  1. Ilaria Bonini scrive:

    E’ forse questo il motivo per cui quando mando le email con le offerte spesso vanno a finire nella cartella “posta indesiderata” del cliente?
    Circa cinque anni fa feci dell’email marketing raccogliendo indirizzi dal web.

  2. stefano catanzaro scrive:

    Può essere, anch’io ormai ho creato una cartella a parte per ricevere la pubblicità.
    La news letter inviata ai tuoi nominativi credo sia un buon mezzo.

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